Da Haydn a Schumann con Ottavio Dantone direttore e clavicembalista - Osn Rai

Da Haydn a Schumann con Ottavio Dantone direttore e clavicembalista

Notizie01/12/2018

 Da Haydn a Schumann con Ottavio Dantone direttore e clavicembalista
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È il grande clavicembalista e direttore Ottavio Dantone il protagonista del concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma giovedì 6 dicembre alle 20.30 (turno rosso) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, trasmesso in diretta su Radio3. Specialista del repertorio barocco, nato musicalmente come clavicembalista e organista, ha intrapreso giovanissimo la carriera concertistica ottenendo i primi premi ai Concorsi Internazionali di Parigi e di Bruges nel 1985 e nel 1986. Negli ultimi anni ha affiancato all’attività di solista e leader di gruppi da camera quella di direttore d’orchestra, dedicandosi spesso alla riscoperta di titoli meno eseguiti o in prima esecuzione moderna. Direttore musicale dell’Accademia Bizantina di Ravenna dal 1996, è ospite regolare dei più importanti teatri e festival internazionali, fra cui La Scala di Milano, i Festival di Salisburgo e Glyndebourne, il Theater an der Wien, l’Opéra Royal di Versailles e i Proms di Londra.

Per il suo ritorno con l’Orchestra Rai dopo i concerti nel 2015, Dantone propone tre pagine sinfoniche del grande repertorio classico e romantico. Nella doppia veste di direttore e clavicembalista, apre il programma con la Sinfonia n. 6 in re maggiore Hob 1:6 detta “Le matin” di Franz Joseph Haydn. Scritta nel 1761, anno in cui Haydn prese servizio in casa del principe Esterházy come maestro di cappella, appartiene al primo ciclo sinfonico di un certo rilievo composto da colui che la tradizione postuma avrebbe definito il “padre della sinfonia”. Pensata insieme a “Le midi” e “Le soir” con l’intenzione di esprimere una captatio benevolentiae nei confronti del nuovo protettore e degli orchestrali di corte, deriva il suo soprannome da un vago richiamo naturalistico che allude al sorgere del sole.

Segue la Sinfonia n. 38 in re maggiore KV 504 detta “Praga” di Wolfgang Amadeus Mozart. Eseguita per la prima volta nel 1787 nella capitale boema, dove Le nozze di Figaro stavano riscuotendo un enorme successo e immediatamente prima della gestazione del Don Giovanni, la partitura risente chiaramente dei modelli propri della musica teatrale. Perfetta affermazione della maturità dell’artista, è un brano costruito con logica, intelligenza e solidità sorprendenti, che serba nei particolari più minuti il carattere di una prodigiosa estemporaneità.

Chiude la serata la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 97 detta “Renana”, la più vitale delle quattro composte da Robert Schumann. La pagina è ispirata dalla visita al Duomo di Colonia, una delle più significative costruzioni gotiche tedesche, e dalla cerimonia di consacrazione del nuovo cardinale von Geissel che lì ebbe luogo nel 1850. Per il carattere aulico e magniloquente che la contraddistingue, è il simbolo della nuova veste espressiva assunta dal genere sinfonico, ormai lontano dalla giovanile agilità dei lavori di Haydn e Mozart e sempre più vicino alla matura serietà delle sinfonie di Brahms e Bruckner.

Il concerto è replicato venerdì 7 dicembre alle ore 20.00 (turno blu).

 

Foto di Giulia Papetti