I giovani talenti Lahav Shani e Beatrice Rana affrontano il grande repertorio russo - Osn Rai

I giovani talenti Lahav Shani e Beatrice Rana affrontano il grande repertorio russo

Notizie22/01/2017

 I giovani talenti Lahav Shani e Beatrice Rana affrontano il grande repertorio russo
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Riconosciuto come uno dei più talentuosi e dotati tra i direttori d'orchestra emergenti, il ventisettenne israeliano Lahav Shani debutta sul podio dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai giovedì 26 gennaio alle 20.30, all'Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino e in collegamento diretto su Radio3. Vincitore nel 2013 della Gustav Mahler International Conducting Competion di Bamberg, si è rapidamente affermato grazie alla sua sorprendente maturità interpretativa e al suo naturale istinto musicale. Già ospite di orchestre come la Israel Philharmonic - con la quale ha anche suonato come solista nel Concerto n. 1 per pianoforte di Čajkovskij, sotto la bacchetta di Zubin Mehta - la Staatskapelle di Berlino e i Wiener Philharmoniker. Lahav Shani sarà Direttore ospite principale dei Wiener Simphoniker a partire dalla prossima stagione. 

Con l'Orchestra della Rai propone il Concerto n. 1 in si bemolle minore op. 23 per pianoforte e orchestra di Pëtr Il'ič Čajkovskij, scritto tra la fine del 1874 e l'inizio del 1875 e che, a dispetto del giudizio negativo del grande Nikolaj Runinstein - a cui il compositore inizialmente lo dedicò - divenne presto una delle opere più emblematiche del suo genere nel tardo romanticismo. A interpretarlo è chiamata un'altra giovane musicista molto ammirata sulla scena musicale internazionale: Beatrice Rana. Recente vincitrice del "Premio Abbiati" della Critica Musicale Italiana, a soli ventiquattro anni la pianista ha già ottenuto lusinghieri successi in sale come il Musikverein di Vienna, la Tonhalle di Zurigo, la Royal Festival Hall di Londra e La Scala di Milano, oltre che con orchestre come la London Philharmonic, la National de France, la Los Angeles Philharmonic e la NHK Symphony di Tokyo.

Il programma del concerto è completato dalla Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Dmitrij Šostakovič, scritta nel 1937 e definita dallo stesso compositore russo - che aveva ritirato la sua Sinfonia n. 4 prima dell'esecuzione dopo l'accusa di "formalismo piccolo borghese" ricevuta sulla «Pravda» per la sua opera Una lady Macbeth del distretto di Mzensk - come "la risposta positiva e stimolante da parte di un artista sovietico alle giuste critiche". Il lavoro infatti si rifà direttamente al sinfonismo tardo romantico, cui si aggiungono specifici riferimenti alla musica sovietica.  

Il concerto è replicato venerdì 27 gennaio alle ore 20.