Il mago di Oz - Osn Rai

Il mago di Oz

Notizie22/06/2017

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Il mago di Oz.

Lo spettacolo è ispirato ad un popolarissimo romanzo che L. Frank Baum pubblicò nel 1900 e che si intitola Il meraviglioso mago di Oz. Il libro fu subito una grande successo e divenne molto popolare; nel 1939 ne fu tratto un film dal regista Victor Fleming e da quel momento la storia della piccola Dorothy e dei suoi strani amici divenne popolarissima in tutto il mondo.

La trama in breve

Il Meraviglioso mago di Oz si svolge inizialmente nel Kansas. Qui, una bambina allegra e sempre in compagnia del proprio cane Toto, vive con gli zii, che invece sono sempre tristi e malinconici. Un giorno, come spesso accade in quella terra, arriva un tornado e Dorothy viene trascinata con la propria casa su, per aria, in compagnia del solo Toto. La casa atterra, schiaccia e uccide la Strega cattiva dell’Est e per questo la ragazza viene festeggiata dal popolo dei Biascichini. La Strega buona del Nord racconta a Dorothy tutto quello che deve sapere sul mondo di Oz, dove appunto si trova e le suggerisce, se vuole trovare un modo per tornare a casa, di andare dal mago di Oz, seguendo una strada fatta di mattoni gialli come l’oro che la porterà alla città degli smeraldi: il mago, infatti, saprà certo come farla tornare nel Kansas. Prima di partire e per aiutarla nel viaggio la strega fa indossare le scarpe d’argento della Strega morta e le bacia la fronte per proteggerla dal male. Il mondo di Oz è bellissimo e ricchissimo di colori e di profumi e nel suo viaggio Dorothy incontra tre strani tipi che si aggregano a lei e Toto per andare a chiedere aiuto al meraviglioso mago di Oz e sono uno Spaventapasseri che non ha cervello, un Boscaiolo di latta che desidera avere un cuore e un Leone vigliacco che spera di trovare il coraggio che non ha mai avuto. Molti sono gli incontri del gruppo e i pericoli che superano (su tutti il rischio di attraversare un campo di papaveri che spandono nell'aria un profumo talmente potente, che chi ne dovesse aspirare troppo, non si sveglierebbe più).

Finalmente giunti alla Città di Smeraldo, Dorothy e i suoi amici sono invitati a indossare degli occhiali con le lenti di colore verde e vengono quindi ricevuti dal Mago che promette di aiutarli tutti, ma solo dopo che avranno ucciso la Strega Cattiva dell'Ovest. Durante il viaggio alla ricerca della Strega, Dorothy e i compagni affrontano molti avversari, inviati dalla Strega dell'Ovest per eliminarli. Tutto sembra perduto quando vengono aggrediti dalle Scimmie Alate. Queste mettono fuori combattimento il Boscaiolo di latta e lo Spaventapasseri, ma non possono nuocere a Dorothy, avendo visto e riconosciuto il segno del bacio datole dalla Strega Buona del Nord. Quindi si limitano a portarla insieme a Toto e al Leone fino al castello della Strega Cattiva.

La Strega vuole ad ogni costo le scarpette di Dorothy, ma è consapevole di non poterle far male a causa del bacio sulla fronte. Perciò, la Strega dell'Ovest obbliga Dorothy a lavorare per lei in qualità di serva, mentre il Leone viene tenuto a digiuno fino a che non acconsentirà a trainare la carrozza della Strega.
Quando la Strega Cattiva sottrae a Dorothy una delle Scarpette d'Argento, la bambina, arrabbiata, le getta addosso una secchiata d'acqua, che in modo del tutto imprevisto uccide la Strega.

Tornati dal mago, i nostri eroi scoprono con disappunto che … altri non è che un imbroglione
giunto nella terra di Oz con la sua mongolfiera tanto tempo prima. Il Mago esaudisce - grazie a qualche stratagemma - i desideri dello Spaventapasseri, del Boscaiolo di latta e del Leone e
per riportare Dorothy e Toto a casa, il Mago costruisce una nuova mongolfiera, e sceglie di tornare in America con loro. Ma la mongolfiera partirà, a causa di un disguido, con il solo Mago a bordo.
Dorothy è disperata …. Ma alla fine riuscirà a coronare il suo sogno: «prese in braccio Toto, batté per tre volte uno contro l'altro i tacchi delle Scarpette d'Argento» e torna finalmente a casa, dove riabbraccia i suoi zii

Dov’è il Kansas? Il Kansas è uno degli Stati Uniti d’America. Il nome Kansas deriva dalla parola sioux Kansa, che significa "popolo del vento del sud". La capitale sua è Topeka.

Cos’è un uragano? Uragani, cicloni, trombe d’aria sono perturbazioni atmosferiche all'interno delle quali si formano venti che ruotano intorno al centro anche a elevatissima velocità e sono pericolosissimi.

Alcune cose che dovete sapere sui personaggi principali

La Zia Em. Giovane e graziosa, Em era andata, appena sposata con Henry, nel Kansas e il sole e il vento l’avevano cambiata:” Le avevano tolto quel guizzo dagli occhi, lasciandoli di un grigio mesto; le avevano tolto il rosso da guance e labbra, così anche queste erano diventate grigie. Era sottile e magra, adesso, e non sorrideva mai”. Anzi, quando sente ridere Dorothy si chiede stupita e turbata cosa mai ci sia da ridere-

Lo Zio Henry non rideva mai. “Lavorava sodo dalla mattina alla sera e non sapeva cosa fosse la gioia. Anche lui era grigio, dalla lunga barba fino agli stivali sformati, aveva un aspetto severo e solenne e parlava di rado”

Dorothy è una bambina molto allegra, piena di vita e di curiosità, che ama il suo cane Toto, forse un po’ ingenua, ma razionale e altruista.

Toto è un cane piccolo e molto arzillo.

La Strega del Nord nel romanzo è una vecchina, nello spettacolo invece sarà una giovane donna molto bella.

I Biascichini sono alti come i bambini e portano cappelli rotondi a cono.

Lo Spaventapasseri è consapevole di non avere cervello e che per farsi strada nella vita bisogna imparare e non vuole che nessuno possa dargli del “cretino”; terrorizzato dal fuoco, non ha invece paura di cadere o di farsi del male (è di paglia).

Il Boscaiolo di latta ha una storia veramente straziante. Per un incantesimo si è tagliato da solo tutte le parti del proprio corpo, ma proprio tutte e quindi non ha più il cuore; vorrebbe riaverlo per provare i sentimenti che provava un tempo.

Il Leone ha sempre avuto paura, ma la fortuna che tutti lo credano feroce: allora, quando è in difficoltà lui ruggisce e di solito il suo avversario se la dà a gambe levate.

Il mago di Oz è un ex artista del circo, ventriloquo, bravissimo a convincere gli altri, una specie d’illusionista e specializzato in …. Mongolfiere.

La strega cattiva … beh non c’è bisogno di sapere niente perché è davvero molto cattiva, ma ha … un punto debole.

Ma chi era Lyman Frank Baum?

Era uno scrittore, nato nello stato di New York nel 1856) che per tutta la vita ha amato raccontare storie, ai propri figli o ai ragazzi che lo stavano ad ascoltare. Sin da giovanissimo ha tentato di fare il giornalista; poi, per un periodo ha fatto l’attore (ma con scarsi risultati); poi ha aperto un negozio, ma era troppo buono e quindi non faceva pagare (e quindi ha chiuso); poi fa il venditore ambulante. Di lui la moglie diceva :” Era un uomo molto gentile, non si arrabbiava mai ed era sempre carino con tutti; ma quando gli ronzava in testa qualche storia , per strada poteva incrociare il suo migliore amico e non vederlo”. Era un uomo ottimista e un po’ con la testa fra le nuvole. Nel 1897 avviene un fatto importante: riesce a far pubblicare un libro, una raccolta di filastrocche dal titolo Mother Goose in prose, illustrato da un grande allora giovane, artista, Maxfield Parrish

Nel 1899 Frank Baum crea la storia di Dorothy che si reca nel mondo di Oz. Ma perché il luogo meraviglioso si chiama proprio Oz? Pare che mentre stava raccontando le avventure di Dorothy ai suoi piccoli ascoltatori, una ragazzina abbia chiesto dove si trovasse la città di smeraldo e Frank, guardando nella stanza nella quale si trovava, abbia notato due schedari: il primo portava l’etichetta A-N e l’altro O-Z. Ecco qua l’idea: nel mondo di OZ.

Il libro ebbe un successo immediato e diventò il libro più letto dai bambini americani. Dal romanzo viene tratto un musical di successo nel 1902 e Baum scrive altri romanzi ispirati al mondo di Oz. La cosa molto interessante è che nel 1914 tenta anche di darsi al cinema, infatti fonda con altri una casa di produzione che proponga film piacevoli e non violenti, ma l’impresa fallisce. Morì nel 1919. Nel 1939 Victor Fleming dirige il film che trasformerà un libro popolarissimo negli Stati Uniti in un vero e proprio mito. Esistono molte versioni cinematografiche del romanzo (pensate fin dal 1910), ma la più strana è il musical che s’intitola The Wiz, uscito nel 1978, di cui pochi si ricordano. Pensate che la cantante che interpretava Dorothy era Diana Ross (all’epoca molto famosa) e lo Spaventapasseri era … Michael Jackson (se non ci credete cercate pure in rete i video).

Periodo storico

Cosa succedeva negli Stati Uniti alle fine dell’Ottocento? Mah, diciamo che il paese si stava preparando a diventare la più grande potenza economica del mondo. In quel periodo, che dagli americani viene chiamata “the Gilded Age”, l’età dorata, vide senz’altro una grande crescita economica del paese che veniva dalla Guerra di secessione del 1861 (finita nel 1865), ma anche crisi e momenti di arresto. Si formarono gruppi industriali potentissimi (acciaio, petrolio), fu definitivamente chiusa la partita del Far West (i nativi erano stati chiusi nelle riserve e i pionieri non avevano più nulla da conquistare), arrivarono milioni di persone da tutto il mondo per lavorare e vivere soprattutto nelle grandi città (molti erano italiani in cerca di fortuna) e furono gettate le basi per diventare il paese più ricco del mondo. Una curiosità, che rimanda al Mago di Oz. In quel tempo, negli Stati Uniti prese forza un partito che accusava i politici di essere corrotti e bugiardi, di prendere in giro gli elettori e chiedeva di abbandonare il gold standard (il sistema che agganciava rigidamente il dollaro alle riserve d’oro) e una libera e illimitata coniazione dell’argento, che aumentasse la circolazione di denaro circolante. Buffo, no? Fa un po’ venire in mente il personaggio del mago, che costringe tutti a tenere degli occhiali e inganna tutti, la via di mattoni gialli e le scarpette d’argento.

E nel resto del mondo cosa succedeva?

Erano gli anni che videro l’affermarsi della secondo rivoluzione industriale: si scopre e si usa l’elettricità, si sviluppa l’industria chimica, il lavoro in fabbrica diventa il lavoro alla catena di montaggio, nascono grandissimi gruppi industriali (monopoli), nasce il capitalismo finanziario (si comincia a parlare di azioni), il sistema sociale diventa molto complesso e molto simile a quello attuale. Anche la velocità con la quale la vita cambia somiglia a quello attuale:lampadine, telefono, telegrafo, cinema, aerei, automobili… Sembra strano, ma sono gli anni che ci si prepara alla Grande guerra; eh sì, perché produrre sempre meglio e di più e desiderare il controllo dei paesi dove ci sono materie prime, mano d’opera gratis e mercati porteranno a quello che nei libri viene chiamato imperialismo: una politica aggressiva di espansione costante. E alla fine…

Il mago di Oz ovvero la storia di un viaggio

Partiamo da una poesia

Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta;
più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Itaca / Constantino Kavafis

 

Il viaggio e l’Odissea

Il meraviglioso mago di Oz è un romanzo di formazione; è una favola che va a finire bene; è un racconto che può essere interpretato come metafora di mille fenomeni che andavano afferma dosi nel mondo occidentale fra Otto e Novecento; ma è soprattutto un omaggio alla storia delle storie, ovvero la storia di un viaggio, che trova giustificazione nel viaggio stesso. Lo dice Kavafis: Itaca ti ha dato il bel viaggio. E noi potremmo dire: il Kansas ti ha donato il bel viaggio. C’è un punto nel quale Frank Baum lo dice; siamo nel finale e la fata buona Glinda svela a Dorothy il potere delle scarpette d’argento di riportarla a casa e commenta: “Se avessi conosciuto il potere che racchiudono, saresti potuta tornare dalla zia Em il giorno stesso in cui sei arrivata in questo paese.” Ma lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Latta e il Leone riconoscono che soltanto grazie alla permanenza di Dorothy a Oz loro hanno ottenuto il cervello, il cuore e il coraggio di cui avevano bisogno. Ecco, sì, la tensione verso il ritorno al Kansas ha spinto Dorothy a superare se stessa e ha regalato esperienza a lei e ai suoi amici. In questo senso l’idea geniale del regista Victor Fleming che nel 1939 portò sul grande schermo il Mago di Oz di far interpretare agli stessi attori i personaggi che vivono nel Kansas accanto a Dorothy e gli amici e i nemici (nel caso della strega cattiva) potrebbe sottolineare proprio la continuità fra il viaggio fantastico e la crescita di Dorothy, fra il viaggio e la necessità di tornare nel Kansas. Già il Kansas; “una grande prateria grigia”, dove “nemmeno l’erba era verde, perché il sole aveva bruciato le punte dei lunghi fili fino a renderle dello stesso colore grigio che si vedeva ovunque” (altro che “povera” come la definisce Kavafis, o “petrosa” come la descrive Foscolo).

Quindi, innanzitutto, si possono stabilire momenti di confronto con l’Odissea di Omero, modello di tutta la letteratura di viaggio (diciamo, quindi, di quasi tutta la letteratura).

I riferimenti più clamorosi all’Odissea sono due: il campo dei papaveri e la Strega Cattiva dell’Ovest. Non può sfuggire il parallelismo fra gli effetti soporiferi del campo di papaveri e gli altrettanto devastanti effetti sull’equipaggio di Odisseo della permanenza presso i Lotofagi; come non può essere del tutto casuale che la Cattiva Strega dell’Ovest abbia un occhio solo, come Polifemo.

Un po’ di simbologia…

Aiuterà a sviluppare percorsi didattici sapere che Frank Baum nella sua vita ha sempre amato le fiabe a lieto fine e che da piccolo divorava le storie dei Fratelli Grimm e di Hans Christian Andersen. Se la protagonista è Dorothy, che è orfana e che attraverso una serie di prove torna a casa (come molti personaggi fiabeschi), non possiamo non sottolineare il ruolo narrativo degli aiutanti (Spaventapasseri, Boscaiolo di Latta e Leone, ma anche i topi), dell’antagonista Strega e dei mezzi magici (si pensi alla cuffia per chiamare le scimmie volanti). E anche la presenza del numero tre rimanda al contesto fiabesco/folklorico (la Strega scatena tre attacchi con lupi, cornacchie e api nere, gli amici di Dorothy sono tre, le scimmie volanti ubbidiscono solo tre volte al possessore della cuffia, ….). Sappiamo che da piccolo, cagionevole di salute, spesso leggeva novelle e che non sopportava quando queste avevano un finale tragico. Se ci pensate anche un importante testo come la Divina Commedia di Dante usa molte volte il numero 3 e 3 sono gli animali che Dante incontra sin dal primo canto ….

Le scarpette d’argento rimandano a Cenerentola (ma anche al romnzo molto popolare uscito nel 1865 dal titolo Pattini d’argento scritto dall’americana Mary Mapes Dodge) e molti sono gli spunti per collegare Il meraviglioso mago di Oz alle fiabe del nostro patrimonio tradizionale, con le quali condivide un aspetto che potremmo definire terapeutico. Dice a Bruno Bettelheim:” La fiaba è terapeutica perché il paziente (il bambino) trova le sue proprie soluzioni, meditando su quanto la storia sembra implicare nei suoi riguardi e circa i suoi conflitti interiori in quel momento della sua vita. Il contenuto della fiaba prescelta non ha in genere niente a che fare con la vita esterna del paziente, ma molto coi suoi problemi interiori, che sembrano incomprensibili e di conseguenza insolubili. Chiaramente, la fiaba non si riferisce al mondo esterno, anche se può iniziare in modo abbastanza realistico (per noi il Kansas potrebbe esserlo) e avere, intessuti in essa, elementi della vota di tutti i giorni. La natura non realistica di queste fiabe (….) è un importante espediente, perché evidenzia che il proposito della fiaba non è quello di comunicare utili informazioni circa il mondo esterno, ma di chiarire i processi interiori che hanno luogo in un individuo”.

Il Mago di Oz può anche essere letto come una fiaba tradizionale, anche se ……

Anche se la Strega del Nord, per esempio, riconosce che “Nei paesi civili non credo ci siano ancora streghe, maghi, fate o stregoni”, suggerendoci quindi l’idea che la realtà di Oz sia un po’ primitiva e non semplicemente fiabesca.

Indubbiamente ambigua è la figura del Mago, un illusionista, sembra più un piazzista, un commesso viaggiatore (nel film di Fleming questo lo si vede immediatamente, quando Dorothy è ancora nel Kansas).

E cosa dire della considerazione del narratore sul cane Toto che in questo universo fantastico è l’unico che non parla? “Il cagnolino si limitò a dimenare la coda perché, strano a dirsi, lui non poteva parlare”.

Il tono non è mai drammatico e continuamente vengono ribaditi l’importanza de pensiero, del ruolo dell’educazione e, tutto sommato, del bene che deve per forza vincere sul male: “il potere del Bene è molto più forte del potere del male”.

Altri capolavori della letteratura che hanno ispirato Baum.

Iniziamo dalle Avventure di Alice nel paese delle meraviglie. Dorothy condivide con lei un atteggiamento di stupore molto controllato, non è mai disperata davvero. Basti pensare al modo con il quale le due eroine escono dal mondo reale ed entrano nel mondo meraviglioso. Alice, tutti lo sanno, cade in un pozzo profondissimo, tanto profondo che mentre cade ha tutto il tempo di pensare a mille cose, anche all’eventualità di poter sbucare dalla parte opposta della terra “tra la gente che cammina a testa in giù”. E Dorothy che cerca e trova il proprio cagnolino Toto non fa in tempo a ripararsi dall’uragano che la fa volare con la sua casa. “Era buio pesto e attorno a lei il vento ululava da far paura, ma Dorothy trovò il viaggio piuttosto piacevole. Dopo i primi vortici, e poi quando la casa s’inclinò pericolosamente, ebbe la sensazione di essere dondolata con dolcezza, come un neonato nella culla”. Più in generale, l’ambiente del meraviglioso mondo di Oz ha quel carattere di totale inverosimiglianza che caratterizza il capolavoro di Lewis Carroll (pubblicato nel 1865).

Ma c’è un altro romanzo importante che sembra legato al mago di Oz: la statura dei Biascichini rimanda alla prima avventura dei Viaggi di Gulliver (a Lilliput); ce lo conferma il fatto che tutti i nomi dei popoli che abitano il mondo di Oz hanno in comune il suffisso terminale che richiama alla piccolezza. Nell’originale inglese, per esempio, Munchkin, i Biascichini, devono il loro nome al verbo munch (masticare rumorosamente, biascicare) e sono piccoli. Non solo. Anche le scimmie volanti potrebbero essere parenti di quegli orribili yahoo che, nel regno degli Houynhnm (cavalli che parlano e ragionano perfettamente)sono una specie di scimmioni dispettosi e stupidi che aggrediscono Gulliver: “Avevano la testa e il petto coperti di pelo folto, alcuni arricciato, altri liscio; barbuti come capri, avevano una striscia di pelo che correva lungo tutta la schiena ed ancora pelo sugli stinchi e sui piedi. Il resto del corpo era scoperto di una pelle cura come quella dei bufali.” Vi ricorderete che Gulliver stesso viene creduto dal suo padrone/ospite Houynhnm uno yahoo. Anche questo è un libro di viaggi e d’incontri.

E potremmo anche accostare la descrizione della costruzione dello spaventapasseri alla costruzione di Pinocchio. Non è impossibile che Baum l’abbia letto perché nel 1892 Le avventure di Pinocchio era stato tradotto in inglese. In effetti nel mago di Oz è interessante notare che il racconto è fatto dal chi viene costruito: “La mia vita è tata così breve che davvero non so niente di niente. Mi hanno fatto appena l’altro ieri. Quello che è successo prima di allora mi è del tutto sconosciuto. Meno male che quando il contadino mi ha fatto la testa, per prima cosa mi ci ha dipinto le orecchie, così ho potuto sentire quello che succedeva intorno a me. C’era un altro Biascichino con lui e la prima cosa che ho sentito è stato il contadino mentre diceva: ‘Che te ne pare di queste orecchie?’.

“’Non sono dritte,’ ha risposto l’altro.

“’Non importa’ ha detto il contadino. ‘Tanto sempre orecchie sono’ e non aveva tutti i torti.

“’Ora gli faccio gli occhi’, ha continuato il contadino. E mi ha dipinto l’occhio destro, e appena ha finito mi sono ritrovato lì a guardare tutto quello che avevo intorno con un bel po’ di curiosità: dopotutto si trattava del mio primo sguardo sul mondo.

“’Niente male, quest’occhio,’ ha commentato il Biascichino, mentre guardava l’amico. ‘L’azzurro è proprio il colore perfetto per gli occhi.’

“’L’altro vorrei farlo un po’ più grande,’ ha detto il contadino; e una volta finito il secondo occhio ci ho visto meglio di prima. Allora mi ha fatto il naso e la bocca, ma io non ho detto nulla, perché ancora non sapevo a che cosa servisse una bocca. E’ stato uno spasso guardarli mentre mo facevano il corpo, le braccia e le gambe; e quando, per ultima, mi hanno attaccato la testa mi sono sentito davvero fiero, perché ho pensato che a quel punto ero un uomo come tutti gli altri”.

La citazione è un po’ lunga, ma affascinante, perché la costruzione dello Spaventapasseri raccontata da lui stesso è molto diversa da quella di Pinocchio. L’eroe di Collodi infatti non sembra aver nessun problema a parlare, anzi, vi ricorderete appena Geppetto ha fatto gli occhi a Pinocchio, il burattino lo guarda fisso, tanto che il falegname dice: “Occhiacci di legno, perché mi guardate?”. Appena fatto, il naso cresce, cresce per farci capire subito a noi lettori che la crescita del naso sarà un elemento importante della storia e quanto alla bocca, beh Geppetto deve subito capire che Pinocchio sarà un monello perché immediatamente si mette a ridere. Geppetto gli dice infatti: “Smetti di ridere!”.

Mark Twain era ed è rimasto famoso soprattutto per due romanzi che sono racconti di avventura di un giovane (maschio), orfano come la nostra Dorothy, adottato dalla zia Polly, che decide di lasciare la propria città: i due romanzi s’intitolano Le avventure di Tom Sawyer (del 1876) e Le avventure di Huckleberry Finn (del 1884). I due romanzi divennero subito molto popolari. Allora potremmo chiederci, più in generale, cosa poteva leggere un ragazzo o una ragazza del periodo in cui uscì Il meraviglioso mago di Oz?

Immaginatevi mentre entrate in una biblioteca e chiedete un libro per voi (siamo nel 1900). Quali romanzi (alcuni noti ancora oggi e altri dimenticati) potreste trovare? Ricordiamoci che siamo negli Stati Uniti e che quindi il titolo del romanzo andrà pronunciato alla bibliotecaria in inglese.

Proviamo con qualche classico?

Abbiamo già citato l’Odissea di Omero, Gulliver’s travel di Jonathan Swift, le Fiabe dei Fratelli Grimm e di Andersen, Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn, Le avventure di Pinocchio, Avventure di Alice nel paese delle meraviglie.

Rip van Winkle e The legend of Sleepy Hollow dello scrittore americano Washington Irving probabilmente erano disponibili, perché pubboicati molti anni prima. Nel primo caso si racconta la storia di un uomo pigro che si addormenta e si sveglia dopo vent’anni e soprattutto dopo la Rivoluzione americana; nel secondo libro, invece, che uscì nel 1820 è una storia di fantasmi, di recente portata anche sugli schermi nel film (in modo piuttosto libero) dal regista Tim Burton.