L’Olandese volante diretto da Conlon - Osn Rai

L’Olandese volante diretto da Conlon

Notizie14/05/2018

 L’Olandese volante diretto da Conlon
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Richard Wagner la definì il primo dramma musicale con cui cominciò la sua carriera di “poeta” e terminò quella di “librettista”. È l’opera romantica Der fliegende Holländer (L’Olandese volante), al centro del concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma giovedì 24 maggio alle 20.30 (turno rosso) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Proposto in forma di concerto, il lavoro prosegue il ciclo delle grandi opere wagneriane inaugurato la scorsa stagione dal Direttore principale James Conlon con il primo atto della Walküre. Ad interpretarlo, insieme al Direttore principale Conlon, un cast di voci internazionali di sicuro prestigio come il baritono Tómas Tómasson (L’Olandese), il basso Kristinn Sigmundsson (Daland), il soprano Amber Wagner (Senta), il mezzosoprano Sara Murphy (Mary), il tenore Rodrick Dixon (Erik), il tenore Matthew Plenk (timoniere di Daland), affiancati dal Coro Filarmonico Slovacco e dal Coro Maghini.

Quarta opera wagneriana dopo quelle della giovinezza, rappresentata per la prima volta a Dresda il 2 gennaio 1843, l’Holländer è il primo lavoro cui il compositore imbocca la via maestra della propria estetica. La concezione del libretto, adattamento dello stesso Wagner da una novella di Heine (Die Memoiren des Herrn von Schnabelewopski), si riallaccia alla leggenda nordica dell’Olandese volante, condannato dal demonio a vagare in eterno per i mari. Solo il vero amore di una fanciulla potrà rendergli la pace, ma solo ogni sette anni gli è concesso di scendere a terra per cercarla. Ed egli la troverà nell’eroina Senta, con la quale finalmente ascenderà in spirito nei cieli, mentre la sua nave fantasma sprofonderà negli abissi. La vicenda contiene tuttavia anche elementi autobiografici, ricavati dall’impressione suscitata dal ricordo della tempesta in cui Wagner si trovò coinvolto nell’estate del 1839, durante il viaggio avventuroso compiuto a bordo di un mercantile da Riga a Londra.

Pur sotto l’influenza del grand-opéra francese e della tradizione italiana, l’opera presenta non pochi elementi di novità: compaiono i primi “temi-reminiscenza”, la cui funzione è quella di evocare personaggi e situazioni drammatiche, ed emerge la tendenza a fondere i numeri chiusi in scene più ampie e articolate. Nuova e prettamente romantica è però soprattutto quella predilezione per il mito e per l’idea della redenzione del male attraverso la morte che prelude alla creazione del mastodontico ciclo Der Ring des Nibelungen (L'anello del Nibelungo).

«Nel suo destino di esiliato dall’umanità terrena - dice James Conlon - l’Olandese incarna la quintessenza dello spirito germanico dell’Ottocento: quella Sehsucht che ha alimentato la poesia e la letteratura dell’epoca, imbevuto l’anima di Schubert e Schumann, dominato il mondo con la tensione del suo struggimento. Anche Senta si sottrae alla comunità che la circonda quando si accorge di essere legata in mistica unione all’Olandese, e capisce che la salvezza di lui passa attraverso la forza redentrice del suo sacrificio d’amore. Wagner non ha fatto che ampliare a dimensioni cosmiche la percezione dolorosa della distanza fra mondo ideale e vita reale che permeava la cultura romantica tedesca».

Il concerto è replicato sabato 26 maggio alle 20.00 (turno blu) con collegamento diretto su Radio3 e trasmissione nel circuito Euroradio.