L’Orchestra Rai alla Scala per Milano Musica con Valčuha e il duo Arciuli-Rebaudengo - Osn Rai

L’Orchestra Rai alla Scala per Milano Musica con Valčuha e il duo Arciuli-Rebaudengo

Notizie08/11/2019

 L’Orchestra Rai alla Scala per Milano Musica con Valčuha e il duo Arciuli-Rebaudengo

Lunedì 11 novembre al Teatro alla Scala di Milano e in diretta su Radio3

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai torna per il terzo anno consecutivo al Teatro alla Scala di Milano in occasione della 28esima edizione del Festival Milano Musica, intitolata Luca Francesconi. La velocità del tempo. Protagonista l’esperienza artistica del grande compositore milanese, abbinata a capolavori e autori del Novecento storico e dell’Avanguardia. La serata, in programma lunedì 11 novembre alle 20 con diretta su Radio3, rende omaggio nel centenario della nascita a Paolo Grassi, fondatore del Piccolo Teatro di Milano insieme a Giorgio Strehler nel 1947, sovrintendente del Teatro alla Scala dal 1972 al 1977 e Presidente della Rai dal 1977 al 1980.

A guidare l’Orchestra Rai è Juraj Valčuha, già Direttore principale dell’OSN Rai dal 2009 al 2016 e attuale Direttore musicale del Teatro di San Carlo di Napoli, nonché Primo Direttore Ospite della Konzerthausorchester di Berlino. Insignito del “Premio Abbiati” 2018 come Migliore direttore d’orchestra, ha collaborato con orchestre prestigiose come i Berliner Philharmoniker, i Münchner Philharmoniker, l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia e la Chicago Symphony Orchestra. In apertura Valčuha propone Macchine in echo per due pianoforti e orchestra di Luca Francesconi. Eseguito per la prima volta nel 2015 dall’Orchestra Sinfonica della WDR di Colonia e dal duo pianistico GrauSchumacher diretti da Peter Rundel, il brano poggia sull’infinita moltiplicazione di suoni che i due strumenti generano insieme all’orchestra. Un suggestivo gioco di specchi per due «potenti macchine diaboliche», cui sono chiamati i pianisti Emanuele Arciuli e Andrea Rebaudengo, riconosciuti specialisti della musica americana e anglosassone di oggi, che dal 2011 suonano in duo, a margine delle rispettive carriere, con programmi che cercano spesso connessioni con altri mondi, dalla danza all’arte contemporanea.

Chiudono la serata due pagine russe di ispirazione fiabesca composte nei primi decenni del Novecento: la prima è la Suite sinfonica op. 33bis da L’amore delle tre melarance di Sergej Prokof’ev, opera dai toni comici e parodistici tratta dalla fiaba teatrale di Carlo Gozzi – che Valčuha dirigerà nella prossima stagione al San Carlo di Napoli – in cui si collocano le rocambolesche avventure di un principe malinconico e ipocondriaco che, vittima di un maleficio, guarirà soltanto il giorno in cui qualcuno riuscirà a strappargli una risata. La seconda è la Suite per orchestra dal balletto  L’Oiseau de feu di Igor Stravinskij, scritto per i Ballets Russes di Diaghilev e rappresentato a Parigi nel 1910, con il quale l’autore affermò la sua personalità musicale estroversa e rivoluzionaria. L’argomento del balletto, tratto da un’antica fiaba russa, simboleggia la lotta fra il bene e il male, fra il soprannaturale e l’umano: universi in cui si incrociano il perfido mago Kašej, il magnifico Uccello di fuoco e il principe Ivan, che porterà in salvo le tredici principesse prigioniere. La suite per grande orchestra che Stravinskij ricavò dal balletto nel 1911 e riorchestrò per una formazione ridotta nel 1919, è proposta nella versione più ampia scritta negli Stati Uniti nel 1945.

I biglietti per il concerto – coprodotto con il Teatro alla Scala e la Filarmonica della Scala, in collaborazione con la Fondazione Paolo Grassi e con il sostegno di Intesa Sanpaolo – sono proposti a 40, 20, 10 e 5 euro.