L`astro nascente del violino Tjeknavorian diretto da Boreyko - Osn Rai

L`astro nascente del violino Tjeknavorian diretto da Boreyko

Notizie05/11/2018

 L`astro nascente del violino Tjeknavorian diretto da Boreyko
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È l’astro nascente del violino Emmanuel Tjeknavorian il protagonista del concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma giovedì 15 novembre alle 20.30 (turno rosso) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Giovanissimo talento viennese di origine armena, già lanciato in una carriera folgorante con grandi collaborazioni, dai Wiener Symphoniker alla Camerata Salzburg, ha suonato il suo primo concerto pubblico all’età di sette anni e dal 2011 studia all’Università di Musica a Vienna con Gerhard Schulz, ex membro del Quartetto Alban Berg. Per il suo debutto con l’Orchestra Rai propone il Concerto in re minore per violino e orchestra op. 47 di Jean Sibelius, con cui nel 2015 ha attirato l’attenzione internazionale vincendo il secondo premio al Concorso violinistico dedicato al compositore finlandese e un riconoscimento speciale per la migliore interpretazione dalla Fondazione Conservatorio di Helsinki. Eseguito per la prima volta dallo stesso Sibelius a Helsinki nel 1904 con solista Victor Nováček, il brano fu ritirato e rimesso in cantiere dall’autore prima di ricevere il suo battesimo definitivo nel 1905 con Richard Strauss sul podio e Karl Halir come solista. Composto sulla linea “tardoromantica” dei più fortunati pezzi giovanili, si distingue sia per l’andamento fantasioso e rapsodico dell’invenzione musicale sia per il virtuosismo mai esibizionistico dello strumento solista.

 

Sul podio è chiamato il russo Andrej Boreyko, Direttore musicale dell’Orchestra Nazionale del Belgio e ospite frequente di orchestre come i Berliner Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, il Gewandhaus di Lipsia e la New York Philharmonic. Di ritorno all’Orchestra Rai dopo il successo del 2017, completa il programma con due pagine russe novecentesche. Apre la serata il poema sinfonico Kikimora op. 63 di Anatolij Ljadov, autore noto per una certa lentezza nel comporre. Ispirato all’omonima fiaba di Ivan Sakharov, il brano evoca, grazie alla vivacità del colore orchestrale e al richiamo costante a motivi popolareschi, la mitica creatura annunciatrice di sventure «che da mezzanotte fino all’alba tesse all’arcolaio… e fila e fila pensieri malvagi contro l’intera umanità». In chiusura la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore op. 100 di Sergej Prokof’ev. Composta nel 1944, nel clima di esaltazione patriottica che accompagnò la liberazione dall’invasore tedesco, fu subito accolta con favore sia in patria, dove ottenne il premio Stalin nel 1945, sia in America, dove fu presentata l’anno successivo a New York. L’ottimismo trionfante di cui è pervasa deriva dalla serena atmosfera di relax goduta da Prokof’ev nella campagna di Ivanovo al momento della scrittura. Affermerà l’autore: «La mia Quinta Sinfonia è stata concepita come un inno all’uomo libero e felice. Secondo me, il compositore, proprio come il poeta, lo scultore, il pittore, è tenuto a servire l’uomo, il popolo. Egli deve rendere bella vita umana e difenderla».

 

Il concerto è replicato a Torino e trasmesso in diretta Radio3, venerdì 16 novembre alle 20.00 (turno blu).