"Sinfonia per l`Europa": omaggio a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, con James Conlon

Notizie25/06/2019

 Sinfonia per l`Europa: omaggio a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, con James Conlon

Mercoledì 24 luglio nella Cava del Sole a Matera

Una serata sotto le stelle nella magica cornice della settecentesca Cava del Sole per celebrare Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Propone pagine di alto valore simbolico, che rispecchiano il senso di una comunità in grado di valicare i confini italiani per abbracciare quelli europei, il concerto dal titolo “Sinfonia per l’Europa” che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo Direttore principale James Conlon, americano di origini lucane, eseguono mercoledì 24 luglio alle 21.

Apre il programma la Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Ludwig van Beethoven, che Wagner definì l’«apoteosi della danza» per la grande efficacia ritmica. Composta nel 1812 quasi insieme all’Ottava, la sinfonia è un miracolo di perfezione formale che abbandona la drammatica celebrazione dell’individualismo eroico beethoveniano a favore di una straripante fantasia che ai contemporanei parve spinta ai limiti della stravaganza.

Segue la selezione di pagine ricavate dalle due Suite per orchestra che ripercorrono i passaggi più celebri dell’opéra-comique Carmen di Georges Bizet: il Prélude, i tre Entr’Actes (Les dragons d’Alcala, Intermezzo, Aragonaise), la Danse bohéme dal II atto e la Marche des contrebandiers dal III atto. Rielaborati nel 1875, dopo la morte di Bizet, dall’amico Ernest Guiraud, sono brani che danno corpo a un’idea mitica della Spagna, fatta di festa, sangue, passione, fatalità e morte, messa a fuoco grazie al senso tagliente dell’armonia e alla sensualità raffinata del colore locale.

Chiude il poema sinfonico I pini di Roma di Ottorino Respighi, scritto nel 1924 e diretto in prima esecuzione da Bernardino Molinari alla fine dello stesso anno all’Augusteo di Roma. Secondo poema orchestrale di Respighi, posteriore di otto anni alle Fontane di Roma e anteriore di cinque a Feste romane, celebra le bellezze paesistiche della Città Eterna, descrivendole con la brillante perizia orchestrale respighiana o evocandole attraverso emozioni spirituali e fantastiche.